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Per agricoltori, geometri e tecnici: rilievi, mappe e trattamenti
Chi porta il drone in azienda o in cantiere lo fa per una ragione precisa: vedere prima e misurare meglio. Le domande che ne nascono sono meno normative e più operative delle altre - quanto è affidabile il dato, chi lo può firmare, cosa si può materialmente fare con un drone che spruzza.
Una distinzione utile prima di cominciare: un drone da rilievo di due chili e un drone da irrorazione da trenta appartengono a mondi normativi diversi. Il primo sta comodamente nella categoria Open; il secondo non ci entra e non ci entrerà mai. Buona parte della confusione su questo tema nasce dal trattarli come se fossero la stessa cosa.
Posso usare il drone per irrorare i miei campi?
Agricoltori e tecnici
Non ancora liberamente. Per anni l'irrorazione aerea è stata in via generale vietata, con deroghe caso per caso, e il drone ricadeva in quel divieto. Il decreto semplificazioni convertito nella legge 182 del 2025 ha aperto alla possibilità di un'autorizzazione sperimentale per i trattamenti fitosanitari con drone, subordinandola alla conformità al piano d'azione nazionale, all'impiego di personale formato e di attrezzature certificate. L'operatività dipende però dai decreti attuativi dei ministeri competenti, più volte rinviati: prima di programmare un trattamento va verificato se siano stati pubblicati e con quali condizioni.
Approfondisci lo stato della normativa sui trattamenti con drone
Che titolo mi serve per volare sui miei terreni e fare mappe?
Agricoltori e tecnici
Per un drone da rilievo di taglia normale il titolo base è l'attestato A1/A3. In campagna si opera in A3, che chiede due cose: nessuna persona estranea all'operazione dentro l'area e una separazione di almeno 150 metri dalle zone residenziali, commerciali, industriali o ricreative. Un fondo agricolo di solito le soddisfa senza sforzo. Il discorso cambia con i droni per irrorazione, che superano ampiamente i limiti della categoria Open per massa e modalità operativa: quelli richiedono la categoria Specific, con dichiarazione di scenario standard o autorizzazione operativa ENAC, e classi di drone dedicate.
Come si fa una mappa di vigore che serva a qualcosa?
Agricoltori e tecnici
Servono tre cose che l'occhio non dà: una camera multispettrale con sensore di irradianza sul dorso, un pannello di calibrazione a riflettanza nota fotografato prima e dopo il volo, e la ripetibilità. Si vola a quota costante con sovrapposizione elevata, in una finestra oraria stabile attorno al mezzogiorno solare per contenere le ombre. Dagli indici - NDVI per il vigore generale, NDRE quando la coltura è densa e l'NDVI satura - si passa alla zonizzazione del campo e poi alla mappa di prescrizione da caricare sulla macchina a rateo variabile. Il valore sta lì, non nella mappa colorata.
Approfondisci dagli indici di vegetazione alla mappa di prescrizione
Il rilievo fatto con il drone lo posso firmare io?
Agricoltori e tecnici
Solo se sei già abilitato a firmarlo. Il drone accelera enormemente l'acquisizione del dato, ma il rilievo topografico e gli atti catastali restano attività riservate a figure con specifica abilitazione professionale, secondo le rispettive competenze. Un pilota non abilitato può eseguire il volo e consegnare i dati come fornitore di servizio, ma non può sottoscrivere il documento tecnico. È un equivoco costoso: capita che un committente compri "un rilievo" e si ritrovi con un modello inutilizzabile per la pratica che doveva depositare.
Approfondisci procedure, precisione e limiti del rilievo con drone
Quanto è preciso un rilievo fatto con il drone?
Agricoltori e tecnici
Dipende dal metodo, e la differenza è di ordini di grandezza. Con il solo posizionamento satellitare di bordo, senza alcun controllo a terra, l'errore si misura in metri. Con punti di appoggio a terra misurati con ricevitore topografico si arriva a pochi centimetri in planimetria e in quota; risultati analoghi si ottengono con drone RTK o PPK anche senza appoggi. Conta poi la risoluzione al suolo, che scala con la quota di volo: dimezzare la quota dimezza la dimensione del pixel ma quadruplica il numero di scatti, quindi tempo di volo e di elaborazione.
Devo avvisare qualcuno prima di volare sopra i miei terreni?
Agricoltori e tecnici
Nessuna comunicazione preventiva è prevista per un volo ordinario in categoria Open, ma tre verifiche restano obbligatorie. La prima è la mappa d-flight sul punto esatto: la proprietà del terreno non dà alcun diritto sullo spazio aereo sovrastante, e restrizioni aeroportuali o aree protette possono coprire un fondo agricolo. La seconda è la quota, 120 metri dal terreno sottostante, che su un pendio va ricalcolata. La terza sono gli adempimenti di base: registrazione come operatore UAS, QR code applicato al drone e polizza di responsabilità civile in corso di validità.