Sette risposte
Per fotografi e videomaker: riprese, privacy e permessi
Chi usa il drone per lavorare con le immagini incontra due normative alla volta. Una riguarda il volo e viene da ENAC e dai regolamenti europei; l'altra riguarda quello che finisce nell'inquadratura e viene dal diritto alla protezione dei dati personali. Le due non si parlano fra loro, hanno autorità diverse e sanzioni diverse: rispettare l'una non mette al riparo dall'altra.
Queste sette risposte partono dalle situazioni che si presentano più spesso in produzione - un borgo, una coppia, un cliente che chiede garanzie - e provano a dire dove passa il confine.
Posso filmare il centro storico di una città?
Fotografi e videomaker
Non esiste un divieto generale di volare in città, ma esistono quattro filtri che si sommano. Il primo è la sottocategoria: un drone oltre i 250 grammi senza marcatura di classe è confinato in A3, quindi ad almeno 150 metri dalle aree abitate, e in centro storico non ci arriva. Il secondo è la mappa d-flight, che in molti centri urbani impone quote ridotte o il divieto. Il terzo sono le ordinanze comunali e le disposizioni di pubblica sicurezza. Il quarto riguarda i beni culturali, che hanno regole di ripresa proprie, distinte da quelle aeronautiche.
Approfondisci cosa è davvero permesso in ambiente urbano
Serve l'A2 per lavorare vicino alle persone?
Fotografi e videomaker
Serve se vuoi avvicinarti legalmente. L'attestato A2 abbinato a un drone di classe C2 consente di operare a 30 metri in orizzontale dalle persone non coinvolte, che scendono a 5 metri attivando la modalità a bassa velocità, limitata a 3 metri al secondo. Quella modalità è un requisito tecnico della classe C2, non un'impostazione che si improvvisa su un drone qualsiasi. L'esame A2 è di 30 domande in 60 minuti, costa 31 euro, richiede di avere già l'A1/A3 da almeno quindici giorni e di autodichiarare l'addestramento pratico svolto in condizioni A3.
Approfondisci la coppia C2 e A2, spiegata dal punto di vista operativo
Posso riprendere un matrimonio dall'alto?
Fotografi e videomaker
Con distinzioni. Gli invitati informati del volo e sotto il controllo dell'operatore sono persone coinvolte; chiunque altro nel raggio d'azione non lo è. Il vincolo che non si aggira mai è il divieto di sorvolare assembramenti, cioè concentrazioni da cui una persona non può allontanarsi liberamente: l'uscita dalla chiesa e il lancio del riso sono esattamente questo. La combinazione praticabile è un C2 in A2 con distanze rispettate, oppure un drone sotto i 250 grammi per le riprese ravvicinate, tenendo comunque il volo fuori dalla verticale delle persone.
Posso pubblicare un video in cui si riconoscono delle persone?
Fotografi e videomaker
Finché le immagini restano personali e non diffuse vale l'esenzione domestica. La pubblicazione la fa decadere: da quel momento serve una base giuridica per il trattamento, un'informativa quando è dovuta, e il principio di minimizzazione, cioè riprendere solo ciò che serve alla ripresa. Per lavori professionali continuativi o su larga scala in aree pubbliche può servire una valutazione d'impatto. Le sanzioni in materia di dati personali corrono su un binario diverso da quelle aeronautiche e si sommano: sono due piani che vanno gestiti separatamente.
Approfondisci cosa si può riprendere e cosa si può pubblicare
Ho un drone del 2021 senza marcatura di classe. Mi serve ancora?
Fotografi e videomaker
Serve, ma per meno cose di prima. Dal 1° gennaio 2024 i droni immessi sul mercato senza marcatura di classe sono confinati in A1 se stanno sotto i 250 grammi e in A3 in tutti gli altri casi: la fascia intermedia non esiste più. Un Mavic o un Phantom di quegli anni resta perfettamente legale, ma può volare solo lontano da persone e ad almeno 150 metri dalle aree residenziali, commerciali, industriali e ricreative. Per il paesaggio va benissimo; per l'urbano e per gli eventi non è più lo strumento adatto.
Posso girare all'alba, al tramonto o di notte?
Fotografi e videomaker
Il volo notturno è ammesso in categoria Open. L'obbligo aggiuntivo, in vigore dal 1° luglio 2022, è l'attivazione di una luce verde lampeggiante che renda il drone visibile. Il regolamento non fissa specifiche di intensità, frequenza o posizionamento, quindi in commercio si trovano soluzioni molto diverse fra loro. Tutti gli altri obblighi restano in piedi, a cominciare dal contatto visivo diretto e ininterrotto: tenerlo di notte è oggettivamente più difficile, e la valutazione di quel rischio resta in capo al pilota remoto.
Il cliente mi chiede il permesso ENAC. Cosa serve davvero?
Fotografi e videomaker
Nella maggior parte dei lavori non esiste alcun permesso da esibire, perché la categoria Open non prevede autorizzazioni preventive: si rispettano i limiti e si vola. Quello che va documentato è altro: registrazione come operatore UAS, attestato del pilota, polizza in corso di validità, verifica delle zone geografiche. Un'autorizzazione vera serve quando l'operazione esce dai limiti Open - vicinanza a persone oltre quanto consentito, quote superiori, aree con divieto di sorvolo - e allora si entra in categoria Specific, con dichiarazione di scenario standard o istanza a ENAC.