Sei risposte
Per i genitori: droni, ragazzi ed età minima
Un drone regalato a un quattordicenne apre due domande diverse. Una tecnica - a che età si può volare, cosa serve - e una che nessun regolamento risolve: quanto lasciarlo fare da solo. Qui rispondiamo alla prima in modo netto e diamo alla seconda gli elementi per decidere.
Vale la pena sapere fin da subito che la norma distingue due figure. Chi possiede il drone e lo mette in servizio è l'operatore UAS; chi lo pilota è il pilota remoto. In una famiglia i due ruoli quasi sempre si dividono tra genitore e figlio, e questa divisione spiega buona parte delle risposte che seguono.
A che età mio figlio può pilotare un drone da solo?
Genitori
Il regolamento europeo fissa l'età minima del pilota remoto a 16 anni, sia in categoria Open sia in Specific. Sotto quella soglia si può volare in tre casi: con un drone-giocattolo certificato come tale; con un mezzo autocostruito che stia sotto i 250 grammi; oppure sorvegliati da chi ha già compiuto 16 anni e possiede la competenza richiesta dalla categoria in cui si opera. Il regolamento consente agli Stati di abbassare il limite fino a 12 anni, ma per l'Italia una scelta in questo senso non risulta formalizzata: conviene attenersi ai 16 anni.
Può sostenere l'esame prima di compiere 16 anni?
Genitori
Sì, l'accesso all'esame e l'età per volare da soli sono due cose diverse. ENAC ammette candidati minorenni all'esame A1/A3: mentre i maggiorenni accedono con SPID, per i minorenni si presenta copia di un documento del ragazzo e di un documento del genitore. Superare l'esame a quindici anni significa avere l'attestato in tasca, non poter pilotare in autonomia: fino ai 16 anni resta necessaria la supervisione. È comunque un buon investimento di tempo, perché il materiale di studio è la parte che manca a quasi tutti gli autodidatti.
Che drone gli compro per iniziare?
Genitori
Il criterio più utile non è la camera ma il peso. Un modello di classe C0, sotto i 250 grammi al decollo, resta nella sottocategoria meno vincolata e riduce di molto sia il rischio di lesione sia le complicazioni sul dove volare. I droni-giocattolo da venti euro insegnano poco e si rompono subito; i modelli sopra i 250 grammi senza marcatura di classe finiscono in A3, cioè lontano dalle aree abitate, che per un ragazzo significa dover andare apposta in campagna. I paraeliche sono una buona idea, purché non facciano superare la soglia dei 250 grammi.
Se combina un guaio, chi risponde?
Genitori
Ci sono due ruoli distinti. L'operatore UAS è chi possiede e impiega il drone e si registra al portale: se il drone è di famiglia, quel ruolo è quasi sempre del genitore, che risponde degli obblighi di registrazione, marcatura e assicurazione. Il pilota remoto è chi comanda il volo e risponde della condotta. Quando a pilotare è un minorenne sotto supervisione, la responsabilità di vigilanza resta in capo all'adulto che supervisiona. Nella pratica, quindi, il nome sul QR code e il nome sulla polizza contano quanto le mani sul radiocomando.
Serve l'assicurazione anche per un drone regalato a Natale?
Genitori
Quasi sempre sì. La copertura di responsabilità civile verso terzi è richiesta per qualsiasi drone e qualsiasi uso, ricreativo compreso. L'unica eccezione riguarda i veri giocattoli conformi alla direttiva europea sui giocattoli, quelli marcati per bambini: se il manuale riporta un'indicazione tipo "da 14 anni in su", non è un giocattolo ai fini della norma, è un aeromobile. Una polizza per uso ricreativo parte da circa 30 euro l'anno. La responsabilità civile capofamiglia, di norma, esclude gli aeromobili: va verificata prima, non dopo.
Può filmare gli amici al parco e pubblicare i video?
Genitori
Filmare in ambito privato e tenere le immagini per sé rientra nell'uso personale. Nel momento in cui il video finisce su un social o su un sito, quell'esenzione decade e si applicano le regole ordinarie sulla protezione dei dati: le persone riconoscibili vanno tutelate, e per i minori la prudenza va raddoppiata. C'è poi un confine più netto: riprendere l'interno di case, giardini e cortili altrui può configurare un'interferenza illecita nella vita privata, che è materia penale. La regola pratica da spiegare a un ragazzo è semplice: si riprende il paesaggio, non le finestre.
Un'ultima raccomandazione che non sta in nessun regolamento: le prime ore di volo sono quelle in cui si rompono i droni e si spaventano le persone. Un simulatore, uno spazio ampio senza alberi e la presenza di un adulto valgono più di qualsiasi impostazione automatica del produttore.
Per approfondire
- L'età minima per pilotare, deroghe comprese, con il dettaglio delle situazioni in cui il limite dei 16 anni non si applica.
- Scegliere il primo drone senza pentirsene: cosa guardare oltre alla risoluzione della camera.
- Massimali, costi e cosa copre davvero una polizza di responsabilità civile per droni.