Otto risposte
Per chi inizia: le domande dei primi mesi
I primi mesi con un drone sono fatti di domande piccole e urgenti. Non "come funziona la categoria Specific", ma "posso alzarmi qui adesso". Queste otto risposte coprono quasi tutto quello che serve per arrivare al primo volo senza commettere errori evitabili, nell'ordine in cui le domande si presentano davvero: prima il documento, poi i soldi, poi la registrazione, poi il posto.
Una premessa che risolve metà dei dubbi: la vecchia distinzione tra volo ricreativo e volo professionale non esiste più. Le regole europee guardano al rischio dell'operazione, non allo scopo. Volare per divertimento non è una categoria più permissiva; è la stessa categoria Open di chiunque altro, con gli stessi limiti.
Ho un drone da 249 grammi. Devo fare il patentino oppure no?
Chi inizia
Per volare, no. Un drone di classe C0, cioè sotto i 250 grammi di massa al decollo, sta nella sottocategoria A1 e la competenza richiesta al pilota remoto è la lettura del manuale del costruttore: nessun esame obbligatorio. Attenzione però a due cose. La prima è che i 250 grammi sono la massa al decollo completa: batteria, eliche, scheda di memoria, eventuali paraeliche aftermarket. Un accessorio pesante può portarti oltre la soglia e farti perdere la classe C0. La seconda è che l'esame resta comunque utile, perché il materiale ENAC spiega spazio aereo e procedure che nel manuale non ci sono.
Approfondisci il caso dei droni sotto i 250 grammi, spiegato per intero
Quanto costa mettersi in regola, tutto compreso?
Chi inizia
Meno di quanto si teme. Il corso online ENAC per l'attestato A1/A3 è gratuito e si scarica in PDF; si paga l'esame, 31 euro, che comprendono quattro tentativi. L'abbonamento base d-flight, quello della categoria Open, costa 7 euro dal 15 gennaio 2026. Una polizza di responsabilità civile per uso ricreativo parte da circa 30 euro l'anno. Si sta sotto i settanta euro complessivi, una tantum più il rinnovo annuale. Le cifre grosse che a volte si leggono riguardano i corsi privati, che per l'A1/A3 nessuno ti obbliga a frequentare.
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Devo registrarmi da qualche parte prima del primo volo?
Chi inizia
Sì, e va fatto prima, non dopo. Chi impiega un drone in Italia si registra come operatore UAS e riceve un codice alfanumerico di sedici caratteri che comincia per ITA. Quel codice va stampato come QR code e applicato su ogni drone che possiedi, non solo su uno. L'unica esenzione riguarda i veri giocattoli conformi alla direttiva sui giocattoli e i droni sotto i 250 grammi privi di sensori capaci di raccogliere dati personali: se c'è una camera, l'esenzione non vale. Registrazione e QR code si gestiscono sul portale d-flight.
Dove posso volare vicino a casa?
Chi inizia
La risposta seria si costruisce in tre passaggi. Primo: cosa dice la mappa d-flight su quel punto, dove il bianco vale 120 metri di quota e i colori più caldi scendono fino al divieto. Secondo: che drone hai, perché un legacy sopra i 250 grammi vola in A3 e deve stare ad almeno 150 metri da aree residenziali, commerciali, industriali e ricreative - in pratica fuori dall'abitato. Terzo: chi c'è intorno, perché le persone non coinvolte contano più del paesaggio. Se i tre passaggi non tornano tutti, non è il posto giusto.
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L'assicurazione serve anche se volo solo per hobby?
Chi inizia
Sì. L'articolo 27 del regolamento nazionale UAS-IT non distingue tra uso ricreativo e professionale: senza una copertura di responsabilità civile verso terzi in corso di validità non si conducono operazioni, punto. Il massimale minimo di riferimento è quello del regolamento europeo sull'assicurazione dei vettori aerei, 750.000 diritti speciali di prelievo, all'incirca 900.000 euro secondo il cambio. Serve una polizza pensata per i droni: la responsabilità civile capofamiglia normalmente non copre un aeromobile, anche se pesa duecento grammi.
Posso far volare il drone nel giardino di casa mia?
Chi inizia
Il fatto che il terreno sia tuo non cambia le regole dell'aria, che valgono sopra la proprietà privata esattamente come sopra una strada. Se sopra il tuo giardino la mappa d-flight segna una restrizione, quella restrizione ti riguarda. Poi conta la sottocategoria: con un drone oltre i 250 grammi senza marcatura di classe sei in A3, e un giardino in un quartiere residenziale non rispetta i 150 metri richiesti. Con un C0 sotto i 250 grammi il volo è ragionevole, purché tu non sorvoli i vicini e le loro finestre.
Quanto in alto posso salire?
Chi inizia
In categoria Open il limite è 120 metri misurati dal punto più vicino della superficie terrestre, quindi in collina l'altezza si misura dal pendio sotto il drone, non dal punto di decollo. L'unica eccezione utile riguarda gli ostacoli artificiali che superano i 120 metri: chi ne è responsabile può chiedere un volo fino a 15 metri oltre la loro sommità, restando entro un raggio di 50 metri. Sopra i 120 metri si esce dalla categoria Open e servono autorizzazioni che l'uso ricreativo non prevede.
Se sbaglio, cosa rischio davvero?
Chi inizia
Dipende da cosa sbagli. Le violazioni degli obblighi assicurativi e il volo in zone vietate sono le due famiglie più pesanti: il regolamento UAS-IT rinvia al Codice della Navigazione, che per il sorvolo di zone vietate prevede anche conseguenze penali, e l'assenza di copertura assicurativa può comportare il sequestro del mezzo. Gli importi puntuali vanno letti sulle norme vigenti, perché il quadro sanzionatorio è stato oggetto di modifiche recenti. Il rischio concreto per un principiante, comunque, non è la multa: è il danno a una persona.
Un'ultima cosa che il regolamento non dice ma che conta più di tutte: il contatto visivo diretto e continuo con il drone è un obbligo, non un consiglio. Volare guardando solo lo schermo del radiocomando è la causa più frequente di perdita di orientamento e di impatto contro un ostacolo che nessuno stava guardando.