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Sei risposte

Per chi va in vacanza: mare, montagna, estero e aereo

Il drone in valigia crea una categoria di domande tutta sua, perché il luogo cambia e le regole del luogo cambiano con lui. La buona notizia è che dentro l'area che applica le regole europee la parte più pesante - il tuo attestato, la tua registrazione - ti segue senza pratiche. La cattiva è che tutto ciò che è locale, dalle ordinanze balneari ai perimetri dei parchi, va verificato ogni volta.

Queste sei risposte seguono l'ordine di una partenza: prima il posto dove vorresti volare, poi il volo di linea, poi il confine.

Viaggiatore di spalle su un sentiero costiero pilota un drone sopra il mare

Le domande

Posso far volare il drone in spiaggia ad agosto?

Chi va in vacanza

Non c'è una regola europea dedicata alle spiagge, ma tre vincoli che in alta stagione si sovrappongono. Il primo sono le distanze dalle persone: un litorale affollato è incompatibile con quasi tutte le configurazioni e comunque il sorvolo di assembramenti è sempre vietato. Il secondo sono le ordinanze di sicurezza balneare emanate ogni anno dalle capitanerie di porto, che valgono per circondario marittimo e cambiano di stagione in stagione. Il terzo è la mappa d-flight. La vecchia regola dei cento metri dalla battigia apparteneva al regolamento nazionale precedente e non è più il riferimento.

E in montagna o dentro un parco naturale?

Chi va in vacanza

Nei parchi il sorvolo è vietato dove la restrizione è stata approvata e pubblicata come zona geografica: la verifica si fa sulla mappa, non chiedendo al rifugio. In quota c'è poi un punto che sfugge spesso: i 120 metri si misurano dal punto più vicino della superficie terrestre, quindi lungo un pendio l'altezza va ricalcolata continuamente e non ha senso ragionare sul punto di decollo. Aggiungi due fattori tecnici: il vento in cresta è quasi sempre superiore a quello previsto a valle, e il freddo riduce sensibilmente l'autonomia delle batterie.

Posso portare il drone in aereo?

Chi va in vacanza

Il drone sì, le batterie con qualche vincolo. I pacchi al litio salgono unicamente in cabina: in stiva non possono andare, i contatti vanno isolati e ciascun pacco tenuto nella propria busta. La soglia che conta è l'energia in wattora: sotto i 100 Wh sono in genere ammesse senza approvazione, tra 100 e 160 Wh servono l'approvazione del vettore e tipicamente il limite di due pezzi, oltre i 160 Wh il trasporto passeggeri è escluso. Le batterie dei droni di consumo restano quasi sempre sotto la prima soglia; le politiche dei vettori però cambiano di frequente e vanno lette sul sito della compagnia prima di partire.

Il mio attestato italiano vale in Francia, Spagna o Croazia?

Chi va in vacanza

Sì. Un certificato di competenza ottenuto dopo la fine del 2020 presso l'autorità di uno Stato che applica il regime europeo viene riconosciuto d'ufficio da tutte le altre autorità dell'area: il riconoscimento è giuridico e non richiede pratiche. Quello che non viaggia con te sono le zone geografiche e le restrizioni nazionali aggiuntive, che cambiano da Paese a Paese e vanno consultate sulla mappa nazionale corrispondente. Vale la pena saperlo: non esiste un archivio europeo unico dei piloti, i sistemi nazionali restano separati, quindi porta con te il documento.

Devo registrarmi di nuovo in ogni Paese che visito?

Chi va in vacanza

No. La registrazione come operatore UAS si effettua una sola volta, nello Stato di residenza o dove ha sede l'impresa, e il codice che inizia per ITA resta valido in tutta l'area che applica le regole europee. Non ci si registra a ogni frontiera. Restano da verificare, prima di ogni volo, le restrizioni locali: alcuni Paesi hanno divieti aggiuntivi su categorie di luoghi - siti archeologici, aree militari, riserve - che in Italia non esistono o hanno perimetri diversi. Il QR code applicato al drone va comunque tenuto leggibile.

E se vado nel Regno Unito o negli Stati Uniti?

Chi va in vacanza

Lì il riconoscimento non c'è. Oltremanica vige un impianto proprio, con due identificativi distinti - uno per chi detiene il mezzo, uno per chi lo conduce - e una soglia di registrazione portata a 100 grammi con l'inizio del 2026. Negli Stati Uniti il modello è ancora un altro: prova gratuita per chi vola per diletto, certificato apposito per l'uso commerciale, e procedure che i non residenti faticano a completare. In entrambi i casi il titolo italiano non ha valore: prima di partire conviene leggere le pagine delle rispettive autorità.

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