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Sette risposte

Per chi vuole lavorarci: attestati, partita IVA e clienti

Qui le domande cambiano natura. Non più "posso volare", ma "posso farci un mestiere". Le sette risposte che seguono contengono più cautele delle altre pagine, perché sui compensi e sui costi il settore produce molti numeri e poche rilevazioni serie: dove il dato è una stima, lo scriviamo.

La premessa utile è che il quadro normativo, in questa materia, è la parte facile. Gli adempimenti si contano sulle dita di una mano e costano poche decine di euro. La parte difficile è tutta a valle: capire cosa vende il cliente, cosa gli serve davvero e quanto costa produrlo.

Operatore di spalle con gilet ad alta visibilità accanto a un drone professionale pronto al decollo

Le domande

Quale attestato serve per lavorare con i droni?

Chi vuole lavorarci

Nessuno in particolare, perché non esiste un attestato "professionale". Le regole europee non guardano allo scopo del volo ma al rischio dell'operazione: la vecchia distinzione tra ricreativo e non ricreativo è stata abolita. Il titolo che ti serve dipende quindi da dove e come voli. A1/A3 è il minimo per quasi tutto; A2 serve per avvicinarsi alle persone con un drone di classe C2; gli attestati di scenario standard servono quando l'operazione esce dai limiti della categoria Open. Un fotografo di paesaggio e un ispettore di impianti possono avere titoli diversi facendo entrambi il proprio lavoro.

Basta il patentino per trovare clienti?

Chi vuole lavorarci

No, ed è la delusione più frequente. In Italia risultano oltre 185.000 operatori UAS registrati e circa 675 imprese attive nel mercato professionale, che nel 2025 valeva intorno ai 168 milioni di euro. La registrazione è un adempimento amministrativo dovuto anche da chi vola per hobby con una camera: non certifica nulla sul piano professionale. Il differenziale competitivo sta nella competenza di dominio - topografia, termografia, agronomia, linguaggio audiovisivo - di cui il drone è soltanto lo strumento di raccolta del dato.

Quanto si guadagna davvero?

Chi vuole lavorarci

I valori che circolano vanno letti come stime riportate da singoli operatori, non come rilevazioni statistiche. Per dare ordini di grandezza: mezza giornata di riprese con drone consumer si colloca intorno ai 400-550 euro, una giornata intera sui 650-750, un rilievo fotogrammetrico base parte da circa 900 euro più IVA, un'ispezione termografica da circa 750. Il punto che cambia i conti è un altro: il tempo di volo è tipicamente il 15-25% di una commessa, il resto è sopralluogo, autorizzazioni, elaborazione e report. Chi quota a giornata di volo lavora in perdita.

Devo aprire la partita IVA subito?

Chi vuole lavorarci

La normativa aeronautica non dice nulla in materia fiscale: l'obbligo nasce quando l'attività diventa abituale e continuativa, non al primo lavoro occasionale. Conviene aprirla quando c'è un ricavo prevedibile che la giustifica. Non esiste un codice ATECO dedicato alle operazioni con droni: il codice deve descrivere l'attività sottostante, quindi riprese, rilievi o ispezioni, mai lo strumento. La classificazione è stata rinumerata di recente, perciò la voce esatta va verificata con un commercialista sulla tabella vigente anziché copiata da un forum.

Cos'è l'attestato STS e quando serve?

Chi vuole lavorarci

Serve per operare in categoria Specific attraverso uno scenario standard europeo. EU-STS-01 copre voli a vista in area controllata a terra, entro 500 metri dal pilota, con drone di classe C5; EU-STS-02 copre voli oltre il contatto visivo con osservatori, in area scarsamente popolata, con drone C6. Dal 1° gennaio 2026 gli scenari standard nazionali italiani non sono più utilizzabili. Il percorso comprende esame teorico, corso sulla gestione delle risorse dell'equipaggio, comunicazioni aeronautiche e addestramento pratico presso una Entità Riconosciuta, con diritti ENAC di 114 euro.

Quanto costa attrezzarsi all'inizio?

Chi vuole lavorarci

Dipende quasi solo dalla specializzazione. Le stime di settore parlano di un investimento iniziale che va da qualche migliaio di euro fino a quindicimila e oltre, ma sono cifre divulgative, non un benchmark. La parte normativa costa poco: l'esame A1/A3 è 31 euro, l'A2 altrettanto, l'abbonamento d-flight per la categoria Specific è 28 euro dal 2026. I corsi di scenario standard sono prezzi di mercato liberi che variano molto tra scuole, indicativamente da qualche centinaio di euro per la sola teoria a oltre millecinquecento per il pacchetto completo.

Da quale lavoro conviene cominciare?

Chi vuole lavorarci

Da quello in cui hai già una competenza che non riguarda il drone. Un geometra parte dai rilievi, un elettricista dalle ispezioni su impianti fotovoltaici, un videomaker dall'immobiliare e dagli eventi. Chi arriva solo con l'attestato in mano compete sul prezzo con centinaia di persone che hanno lo stesso attestato, e il prezzo è una gara che non si vince. I settori con domanda più stabile sono ispezioni industriali, rilievi e agricoltura di precisione; le riprese sono il segmento più affollato e più esposto alla concorrenza al ribasso.

Un'ultima considerazione di metodo: il cliente non compra ore di volo, compra un risultato consegnabile. Un'ortofoto con accuratezza dichiarata, un report di anomalie classificato, una sequenza montata. Ragionare per deliverable invece che per giornate cambia il modo di preventivare e, di solito, anche il margine.

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